La lastra di vetro con dimensioni e lavorazioni definite (finitura dei bordi, fori, tacche) viene portata in un forno ad una temperatura di circa 650°C. La lastra viene posta, su opportuni rulli o supporti, in orizzontale e in funzione dei tempi di sosta ad una data temperatura può assumere, per gravità, una forma cilindrica o sferica.
Dalla temperatura di 650°C circa la lastra di vetro viene bruscamente raffreddata mediante getti d'aria uscenti da ugelli di opportune dimensioni, disposti simmetricamente a data distanza dalle due superfici. Il brusco raffreddamento induce una forte compressione superficiale bilanciata da una trazione centrale ed inoltre congela una grande quantità di energia nel vetro. In caso di rottura tale energia si trasforma in energia superficiale dando origine a numerosissimi piccoli frammenti. Tutte le variabili del processo di tempra (temperature di riscaldamento del forno, pressione dell'aria di soffiaggio, velocità di trasferimento, ecc.) sono controllate mediante computer al fine di ottimizzare e rendere riproducibile il processo.
Alla compressione superficiale è dovuto l'aumento di resistenza meccanica del vetro temprato rispetto al vetro ricotto, all'energia congelata da alta temperatura è dovuta la minuta frammentazione che rende il vetro "temprato" vetro di sicurezza.
Il vetro temprato ha, rispetto al vetro ricotto, una maggiore resistenza meccanica (da 45 N/mm2 a 120 N/mm2 per il calcolo del carico ammissibili secondo le più recenti normative europee) e come vetro di sicurezza, in caso di rottura, i frammenti devono risultare di piccolissime dimensioni e quindi non pericolosi
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